BIGLIETTI ANCORA DISPONIBILI PER LA REPLICA DI QUESTA SERA
La replica prevista sabato 21 Novembre è stata spostata a lunedì 23 Novembre alle ore 21.
I biglietti acquistati per la replica di sabato 21 saranno validi automaticamente per la replica di lunedì 23.
Si dice: “morire dal ridere”.
Di questo parla La Passione. Di risate e di cosa ci aspetta nell’aldilà. Perché non è detto che il più importante dei momenti, “l’argomento degli argomenti”, non possa essere trattato con ironia.
Uno spettacolo sulle domande, e senza risposte. Vi troverete sul Golgota insieme ai due ladroni nell’attesa che arrivi il protagonista della Storia, o insieme a due scarafaggi che, sotto quelle croci, vivono mangiano e... fanno di tutto.
E poi vi guarderete allo specchio, negli occhi degli uomini e donne che siamo, pieni di paure e, appunto, di domande senza risposta.
Tutto questo è La Passione secondo Luca e Paolo: uno sguardo dissacrante ma mai blasfemo sul rapporto tra l’uomo e la sua peggiore paura. Mai come stavolta, vi seppelliranno dalle risate.
La Passione secondo Luca e Paolo racconta, tra ironia, spiazzamento e ruvida spiritualità, una storia che va avanti dall'inizio del mondo e su cui ancor oggi aleggia il mistero: la vita e la morte. Lo fa con una teatralità estroversa e anche sorprendente, utilizzando linguaggi e forme del narrare che molto ricordano gli esercizi di stile.
Tutto inizia con due ladroni che, sul Golgota, stanno aspettando (da quando?) un terzo condannato che sarà crocifisso con loro. L'Assente è un personaggio che sfuma nel mistero e nella leggenda, si dice sia dotato di un qualche talento ai confini col divino, è probabilmente un cialtrone o un mentitore ma viene più spesso descritto simile ad uno strano filosofo con magici poteri. L'attesa però si prolunga (all'infinito?), e progressivamente questo bizzarro "Aspettando God..." si trasforma in scena in un gioco di storie incrociate, un po' letteratura combinatoria un po' pastiche stralunato, dove compaiono due scarafaggi che grottescamente deridono l'inutile ricerca degli uomini sul senso della vita e addirittura una proiezione contemporanea dei protagonisti, ancora oggi alla ricerca, ahimè senza grandi risultati, della ricetta per la felicità. Luca e Paolo affrontano questa paradossale via crucis tra teatro dell'assurdo e delirio buffonesco, monologhi e canzoni che cambiano repentinamente stile e registro narrativo, mischiando in modo personale e mai prevedibile non senso e speranza, ghigno diabolico e intima commozione. Il loro è un teatro che sorprende e frastorna e che ha per armi la risata acida e un sarcasmo di stampo gaberiano, iconoclasta e nero, appassionato e mai ipocrita.
Giorgio Gallione
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